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“PENSIAMO ANCORA DI MORIR DI FAME!!!”

“L’ alimentazione è sempre in evoluzione, cosi come l’uomo ed i suoi bisogni… molti alimenti per qualità e quantità se prima erano importanti oggi sono spesso da evitare totalmente.      Tra tutti la carne è senza alcun dubbio l’alimento più in eccesso e più sbilanciato in termini di costo/beneficio del sistema totale, nel mondo Occidentale ed in genere del mondo cosi detto industrializzato. 

Sin dall’antichità fino al secolo scorso, effettuare un pasto completo o più pasti al giorno era cosa per pochi. Dal dopo guerra le cose sono cambiate radicalmente, le nuove possibilità sociali ed economiche hanno cambiato abitudini e stili di vita e con esse anche nuove abitudini alimentari, dettate anche dal progresso, queste ultime si sono affermate in modo stanziale. In questo contesto la Carne, ha dettato sicuramente questo cambiamento. In tutte le culture, infatti, era considerata un alimento importante, un alimento “Star”; Per pochi e non per il quotidiano, e soprattutto nei periodi di carestie e nel dopoguerra. essendo un forte “tonificante”, che si è affermata come un alimento importante ed insostituibile, per recuperare da alcuni tipi di deperimento organico, ma oggi possiamo dire che le cose sono davvero molto diverse.

Tutte le più importanti Organizzazioni ed Istituzioni Sanitarie nazionali ed internazionali, pubbliche e private, in tutti i modi e con molti Atti e Pubblicazioni parlano di eccesso alimentare nei mondi ricchi, hanno inoltre certificato come questo eccesso di alimentazione sia la causa principale dell’aumento e della formazione delle malattie croniche del nostro tempo. In particolare gli studi dimostrano l’innalzamento costante dell’incidenza del consumo abituale delle Carni, di quelle rosse e degli insaccati in modo particolare, sull’aumento costante delle formazioni neoplastiche in primis del Colon e della Prostata, poi anche di altri organi, come la Mammella, con una percentuale ormai salita al 25%; Stesso problema per l’insorgenza di patologie cardiovascolari, con un incidenza del 20%. Le stesse Organizzazioni hanno creato vademecum e protocolli a vari livelli per riequilibrare gli stili di vita e di consumo alimentare e per ridurre in modo sensibile il consumo delle carni, per tutte le categorie di persone, anche nei giovani e giovanissimi. Ormai dovrebbe essere ben noto che il consumo di cibo eccessivo, cioè non realmente richiesto dal nostro fabbisogno giornaliero, in special modo se l’alimento è Carne, in particolare la rosse e gli insaccati, ma in generale il consumo abituale di proteine animali, aumenta la concentrazione di molecole infiammatorie nel sangue, mentre il consumo di cibo vegetale li riduce. E’ lo stato infiammatorio cronico, tipico delle nostre comunità, sbilanciato verso un consumo di cibi raffinati e molto processati, che favorisce drammaticamente l’aumento delle principali malattie croniche del nostro tempo come Obesità e Diabete, anticamera delle neoplasie e delle cardiopatie. Molti studi su campioni di pazienti hanno dimostrano come sostituendo due porzioni di carne alla settimana con due di legumi, si riduce in modo significativo le molecole dell’infiammazione. L’OMS fissa la razione di proteine raccomandata a 0,82 g per chilo di peso corporeo al giorno (circa 56 g di proteine per un uomo adulto e a 46 per una donna), che corrisponde a circa il 10% delle calorie giornaliere. Oggi la stragrande maggioranza degli italiani, per rimanere in “casa nostra”, ne consuma quasi il doppio del valore consigliato(più di 1,3g/kg/giorno). E’ evidente che nel nostro tempo e nella nostra società si mangia troppo e male, il sistema alimentare mondiale poi non è per niente funzionale, si muore di fame nei paesi poveri(che invece sarebbero ricchi), e si muore di troppo cibo nei paesi ricchi(che invece sono poveri). Non si tratta di una “guerra di religione”, ma di speculazioni con “nomi e cognomi”. Bisogna che tutti ci impegniamo a finche si possano ridurre in modo significativo i consumi quotidiani e smodati di alimenti che spesso neanche lo sono davvero. alternare momenti di digiuno come abitudini è molto salutare. Ridurre sensibilmente il consumo della carne a tutte le età, diminuendo in questo modo anche la pressione industriale degli allevamenti ma anche della pesca selvaggia, sarebbe un toccasana per tutto il sistema vita. In generale vedere oggi la calca ai banchi alimentari o avere le credenze in cucina stracolme di cibi, spesso spazzatura, è chiaramente una distorsione ansiogena, percettiva, che come molti esperti confermano, non è solo la spinta del marketing e della pubblicità, ma una traccia inconscia del periodo post bellico che ancora viva che si tramanda nelle famiglie.

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